Massaggio Tuina

massaggio-tui-naIl TuiNa (cinese 推拿, pinyin tūiná, da 推 tūi, premere e 拿 , afferrare)[1][2] è un massaggio orientale basato sulla medicina cinese. Nella disciplina la caratteristica più importante è la visione del paziente, del quale si inquadra l’aspetto di una supposta “energia interiore”.

Difatti, come negli altri trattamenti della tradizione cinese, la malattia è vista come una sorta di “mancanza d’equilibrio nelle energie” (concetto scientificamente non meglio specificato); la causa di questi squilibri è varia, tradizionalmente sono indicate cause “esterne” (fattori climatici), “interne” (stati psico-emotivi) e “né interne, né esterne” (stile di vita, alimentazione).

tuina-corsoLe presunte “energie” dell’uomo, secondo la medicina cinese scorrono entro alcuni ipotetici “percorsi preferenziali”, denominati canali energetici, o Meridiani. Sono descritti diversi tipi di meridiani e ognuno di essi veicolerebbe, secondo la tradizione, uno o più tipi di energia, ma i più noti ed utilizzati sono i Canali Principali. Ogni meridiano può essere visto anche come una linea che unisce dei punti, gli stessi punti che vengono utilizzati in agopuntura.

La medicina cinese con il Massaggio Tuina

La massoterapia, una componente essenziale della Medicina tradizionale cinese, è un metodo terapeutico che si basa sui principi della manipolazione di aree o punti particolari dell’organismo del paziente per stimolarli a combattere la malattia. Anticamente era chiamata Tuina, spingere e afferrare, e si trova una sua prima menzione nel “Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo”, al capitolo “Energia vitale, sangue, costituzione fisica e mentale”, dove vi si legge: “quando l’organismo è in stato di agitazione, i canali o meridiani sono impediti; conseguentemente il corpo perde di sensibilità e deve essere trattato con il massaggio…”. Il famoso medico dell’antichità, Pian Que, fece uso del massaggio per curare le malattie. Secondo un antico catalogo, la prima monografia sulla massoterapia è stata l’opera “Dieci capitoli sul massaggio di Huangdi e Qibo” che però sfortunatamente è andata perduta.

Nella dinastia Sui (581-618) la massoterapia è stata trattata come una materia speciale. Vari metodi massoterapeutici furono presentati nella monografia “Eziologia e sintomatologia delle malattie” (610) di Chao Yuanfang e Sun Simiao (581-682), della dinastia Tang, nella sua opera “Mille rimedi preziosi” citò i metodi di Laozi e di Bodhidharma.

La “Collezione generale dei soccorsi sacri”, composta nel 1117 durante la dinastia Song, riservò un intero capitolo alla massoterapia. Tecniche chiropratiche e la loro applicazione clinica fecero ulteriori progressi nella dinastia Yuan (1271-1368) e durante quella Ming furono costituiti in un dipartimento clinico speciale, soprattutto per il trattamento delle malattie infantili.

Dalla fondazione della nuova Cina (1949), la massoterapia ha subito ulteriori sviluppi ed è stata popolarizzata come una delle più importanti terapie riabilitative.

La massoterapia attiva il Qi, l’energia o fiato vitale, e il sangue, sblocca i canali e ammorbidisce le articolazioni.

Le reazioni fisiologiche nei tessuti locali attivano e migliorano la circolazione della secrezione linfatica e del sangue. Il massaggio aumenta l’irrorazione sanguigna che favorisce il metabolismo dei tessuti e l’assorbimento sia di edemi che di travasi sanguigni ed emorragie antiche.

Dal momento che la flessibilità dei muscoli e dei legamenti viene migliorata è ristabilita anche la loro funzione normale.

In breve, la funzione propria della massoterapia è di agire direttamente sugli organi lesi per eliminare la causa della disfunzione o indirettamente tramite il miglioramento dell’equilibrio in modo che gli organi stessi si irrobustiscono; cura le malattie organiche tramite appunto quest’ultimo meccanismo.

Fattore chiave della massoterapia sono le diverse operazioni compiute con le mani o altre parti del corpo. L’abilità manipolatoria e la sua applicazione appropriata sono elementi condizionanti per la sua efficacia terapeutica.

La manipolazione deve essere gentile e uguale, vigorosa e persistente, in modo da ottenere un’azione penetranteGentile significa che la manipolazione deve essere leggera ma non superficiale, consistente ma non fissa, vigorosa ma senza durezze e scatti.

Uguale indica che deve essere conforme, né troppo veloce né troppo lenta, con pressione costante. Vigorosa implica l’uso di una determinata forza che varia a seconda della costituzione del paziente, della disfunzione e della posizione della lesione. Persistente significa che la manipolazione deve continuare per un determinato tempo senza però stancare il paziente. Tutti questi aspetti si correlazionano organicamente a vicenda. Solo un lungo periodo di pratica e una lunga applicazione clinica della manipolazione rendono l’operatore capace di impadronirsene abilmente e di applicarla efficacemente a seconda dei bisogni del paziente.

Esistono diverse tecniche di massaggio senza però purtroppo una terminologia unificata. Modi di manipolazione simili hanno nomi diversi, nomi simili indicano modi diversi. Nel trattamento clinico generalmente vengono applicati vari modi di manipolazione che si supplementano a vicenda.

I LIQUIDI CORPOREI :

Delle bevande che raggiungono lo Stomaco, l’essenza che rimane a galla viene sospinta verso l’alto dall’energia della Milza. Essa raggiunge così il Polmone ed entra nella Via dei Liquidi che la porta in basso alla Vescica. L’essenza dei liquidi si diffonde a tutto l’organismo e affluisce in tutti i canali.” (Huang Di Nei Jing Su Wen)

Il nostro corpo è composto in massima parte di liquidi e di liquidi necessitiamo per sopravvivere, ancor più che di cibo. Si comprende dunque l’importanza di questo aspetto dell’energia vitale, di cui i liquidi rappresentano il fluido substrato materico. I liquidi organici comprendono il sangue ( Xue) e i  liquidi organici (Jin Ye).

I Jin Ye provvedono all’idratazione e al nutrimento di ogni distretto organico.

Come evidenzia il loro nome, i Jin Ye comprendono al loro interno due componenti che si trasformano l’una nell’altra: i Jin, di natura Yang (sudore, muco nasale, lacrime, saliva, urina), liquidi con dinamismo centrifugo, in relazione con l’esterno dell’organismo, preposti alla continua depurazione dell’organismo da tossine e scorie energetiche e materiche, alla lubrificazione e al nutrimento degli organi di senso periferici e alla termoregolazione organica, e gli Ye, liquidi in relazione con la profondità organica (liquido cefalorachidiano, liquido sinoviale, liquido pleurale, liquidi interstiziali), che costituiscono una vera riserva energetica organica, infatti possono produrre Qi trasformandosi in esso a seconda dei bisogni dell’organismo. I liquidi Ye sono anche produttori di grassi organici (Gao) e partecipano alla produzione e al nutrimento dei midolli e del cervello. Come il sangue, che pure è parte dei liquidi organici, ogni organo (cuore, pericardio, milza, rene e fegato) e viscere interno (stomaco, intestini, vescica biliare, vescica urinaria e triplice riscaldatore) partecipa al loro metabolismo, che contiene vari momenti di separazione di frazioni più o meno pure dei liquidi stessi. In particolare lo Stomaco li trasforma a partire dai liquidi alimentari e li invia alla Milza, che provvede a una prima separazione del puro dall’impuro: la parte più pura viene inviata dalla Milza al Polmone, mentre la parte più densa viene inviata all’Intestino Tenue, al Grosso Intestino e alla Vescica. Il Polmone diffonde i liquidi e invia verso il basso al Rene, separando una parte che verrà diffusa alla superficie corporea e alla pelle e una parte ai visceri e agli organi interni. A livello del Rene, il contingente più puro viene fatto evaporare in alto verso il Polmone, quello impuro viene inviato alla Vescica. Anche a livello dell’Intestino Tenue avviene una separazione fra puro e impuro: la frazione pura viene assorbita, quella impura viene inviata all’Intestino Crasso.

La relazione con la Medicina Occidentale: il sistema linfatico e la Linfa

Il sistema linfatico è una complessa rete composta dai vasi linfatici (il più importante dei quali è il dotto toracico), e dal tessuto linfatico. Esso si ritrova in molte strutture, quali i linfonodi e le strutture dedicate alla produzione e alla messa in circolo dei linfociti, come il midollo osseo ed il timo.

Il sistema linfatico è un importante componente del sistema immunitario e ha molteplici funzioni in relazione tra loro, fra le quali: rimozione dei fluidi in eccesso dai tessuti,assorbimento di acidi grassi produzione e trasporto di cellule immunitarie produzione di anticorpi.

Il blocco della circolazione linfatica, ad esempio per compressione meccanica, può dare luogo a rigonfiamento o edema (dal greco οίδημα, gonfiore, è un accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dell’organismo, localizzato nei tessuti all’esterno dei vasi sanguigni e delle cellule.) del tessuto a valle.

 

La Linfa

La linfa è un tessuto fluido, come il sangue, che a differenza di quest’ultimo ( il quale circola nei vasi sanguigni), essa circola nel sistema linfatico.

La linfa è un liquido a reazione debolmente alcalina, che circola nel sistema dei vasi linfatici. È costituita essenzialmente da acqua, proteine, elettroliti, grassi, e da elementi figurati, soprattutto linfociti; a causa del suo contenuto in fibrinogeno, coagula se viene estratta dai vasi linfatici.
Normalmente è un liquido trasparente o leggermente giallognolo (emolinfa), ma la sua composizione può variare a seconda del distretto di provenienza (es. la linfa che circola nei vasi linfatici del tubo intestinale si chiama chilo, ed è ricca in chilomicroni, goccioline di grasso finemente sospese). Il movimento della linfa nel sistema linfatico è dovuto in parte all’attività della muscolatura liscia presente nelle pareti dei vasi linfatici, in parte ad altri fattori quali la contrazione dei muscoli scheletrici, la pulsazione dei vasi sanguigni, la pressione negativa intratoracica, la contrazione del diaframma ecc. Per la presenza di valvole nel lume dei vasi linfatici, il movimento della linfa è unidirezionale. Quando nel corpo ci sono infezioni i linfonodi si ingrossano, come pure la milza, le tonsille o il timo.

IL TRATTAMENTO

Si tratta di un drenaggio linfatico manuale che unisce, in un’efficace sinergia,  manovre del massaggio linfatico di concezione occidentale e manovre tratte dal Tuina, tecnica della Medicina tradizionale cinese. Si fonda dunque sulla  teoria e sui principi di trattamento e diagnosi di questa grande Medicina Tradizionale, lavorando  su specifici agopunti legati al trattamento dei liquidi corporei in medicina cinese.

L’utilizzo delle tecniche proprie del TUINA e i principi della Medicina Tradizionale Cinese, in sinergia con le tecniche occidentali per il drenaggio linfatico, mira al raggiungimento di importanti obiettivi:

  • la mobilizzazione dei ristagni di linfa e liquidi (Jin Ye)
  • il lavoro sul “Centro” come area di smaltimento e purificazione
  • la trasformazione ed il trasporto
  • il rilassamento globale
  • il senso di svuotamento e leggerezza generalizzati
  • l’alleviamento di edemi generalizzati o specifici.

Questa disciplina, contrariamente allo shiatsu dello stile Namikoshi che punta maggiormente su pressioni statiche, punta su manovre molto più dinamiche della semplice pressione. Nella pratica del TuiNa sono state codificate diverse tecniche base di massaggio. Tutte le tecniche di TuiNa contengono il termine 法 (fǎ), che significa “stile, tecnica”.

Come accade sovente nell’ambito delle medicine alternative basate su scuole differenti, non esiste una vera e propria classificazione canonica ufficiale di dette tecniche. Quella che segue è una di quelle correntemente utilizzate:

Tui Fa: con questa tecnica si usa il palmo, il pugno o il pollice, per “spingere” una zona cutanea e causare così uno scollamento o un riscaldamento della zona stessa.

Na Fa: in questo caso si afferra con il pollice e le altre dita la zona da trattare e la si massaggia. A seconda della superficie della zona si può andare da qualcosa di simile ad un pizzicotto al classico “massaggio”, ad esempio, sulle spalle.

An Fa: questa tecnica è molto simile a quella canonizzata nelle pratiche shiatsu stile Namikoshi, ovvero si tratta di applicare una pressione statica in una zona del corpo. A seconda dell’effetto che si desidera ottenere, tonificante o disperdente, la manipolazione è lenta e delicata o veloce e decisa. Si utilizza il palmo aperto, il pugno o il pollice.

An Dian Fa: tecnica An Fa applicata ad un punto specifico.

Yi Zhi Chan Fa: si tratta della tecnica An Fa con aggiunta la vibrazione della mano. La vibrazione stessa, per non stancare eccessivamente chi pratica, dovrebbe partire dalla spalla e scendere passivamente fino alla mano. Questa tecnica ha un forte potere disperdente.

Mo Fa: con questa tecnica si produce una frizione rotatoria sulla zona da trattare senza esercitare pressioni particolari. Viene utilizzata generalmente per preparare la zona da trattare o per rilassarla dopo il trattamento.

Ca Fa: è il nome preso dalla tecnica Mo Fa quando viene effettuata in direzione verticale invece che rotatoria

Nie Fa: analogamente al Na Fa, la zona viene afferrata con il pollice e le altre dita, con la differenza che in questo caso viene effettuata una trazione verso l’esterno, esattamente come in un pizzicotto. Viene usata per disperdere un pieno.

Gu Fa o Rou Fa: questa è una tecnica di “impastamento”. Si effettua in maniera decisa per disperdere o lenta per tonificare, compatibilmente con le zone trattate (ad esempio, una tecnica Gu Fa sull’addome difficilmente sarà decisa, in qualsiasi caso).

Guen Fa: è una delle più originali del TuiNa. In questa tecnica, si chiude la mano a pugno non stretto, come se si stesse impugnando un mandarino cinese, e si effettua una pressione di rotolamento con l’ipotenar. La conseguenza è un rilassamento ed una dispersione delle energie nel punto trattato.

Fen Fa: in questa tecnica si stira un punto della cute tirandolo in direzioni opposte con i pollici, come per causare una separazione. Anche in questo caso si tratta di una metodica atta a disperdere.

Dou Fa: questa è una tecnica di manipolazione degli arti. Si prende l’estremità del braccio o della gamba e la si scuote delicatamente, cercanto di trasmettere una vibrazione all’arto stesso. Questa è una tecnica di rilassamento e dispersione, ma viene anche utilizzata per smuovere situazioni di stasi.

Zhen Fa: è praticamente una tecnica Tui Fa con aggiunta la vibrazione della Yi Zhi Chan Fa.

Cuo Fa: si pratica effettuando una torsione dell’arto usando i soli palmi della mano, quasi come nelle tecniche di impastamento.

Buo Fa: è un massaggio sui tendini fatto col pollice, trattando il tendine stesso come fosse una corda di chitarra.

Qia Fa: tecnica An Fa praticata con l’unghia, per ottenere pressioni e profondità maggiori.

Pai Fa: con questa tecnica si percuotono le varie zone del corpo col dorso o il palmo della mano aperta e rilassata, oppure usando la punta delle cinque dita.

Pi Fa: anche questa, come la Guen fa, è abbastanza peculiare del TuiNa. Si tratta anche in questo caso di una tecnica di percussione, ma si effettua congiungendo la mani e colpendo la parte da trattare con l’ipotenar ed i mignoli.

Kou Fa: tecnica di percussione fatta con il pugno chiuso ma non serrato, come se si stesse bussando ad una porta. Vengono usate in genere le eminenze tenar e ipotenar e le seconde falangi delle quattro dita.

Chui Fa: tecnica di percussione a pugno chiuso ma non serrato. In questo caso si usa l’ipotenar.

 

Con il TuiNa molti malesseri del corpo si risolvono con facilità, ti aspettiamo per conoscerci, se hai delle domande puoi scriverci con il modulo sotto.

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